NON ANDATE SU QUELL'ISOLA
I SOVIETICI VI SPERIMENTAVANO ARMI CHIMICHE, POI L'HANNO ABBANDONATA

 
 

L'isola della morte c'è e si chiama Vozrozhdeniye. Non la troverete segnata su nessuna cartina geografica, ma esiste e si trova proprio in mezzo al Lago di Aral. Fino ai primi anni '90 - cioè poco prima della completa dissoluzione politico economica dell'Urss - scienziati sovietici giungevano a frotte sulla base segreta russa allocata sulla piccola isola per sperimentare, come riportato nei rapporti della CIA, armi batteriologice e chimiche capaci di produrre peste, vaiolo, brucellosi, febbre del Queensland. I trecento scienziati che si sarebbero alternati tra le provette ed i microscopi del supermarket della morte avrebbero sviluppato batteri che provocano terribili malattie resistenti agli antibiotici.
Per decenni hanno condotto i loro esperimenti utilizzando conigli, topi, cavalli, pecore, asini, scimmie e persino animali domestici. Le gabbie che imprigionavano le bestiole sono oggi sparse per tutta l'isola. Rischi di inciampare non solo su quelle, ma pure sulle centinaia di maschere antigas lasciate per terra.

Tuttavia da quando gli scienziati sono andati via, sull'Isola nessuno ci va volentieri. Su Vozrozhdeniye, infatti, sono stati seppelliti i fusti provenienti da una base segreta Urss negli Urali, contenenti l'antrace.  I contenitori, oggi, potrebbero trovarsi ancora nei bunker sotterranei dell'isola dove sarebbero stipati anche  bidoni malamente sigillati o corrosi. Nessuno si fida dell'annunciato buon esito della bonifica dei siti effettuata in questi anni dai russi con i soldi dati dagli Usa. Tracce di spore di antrace sono state comunque trovate e potrebbero entrare nella catena alimentare con conseguenze sconvolgenti.

Quando Aral era pieno d'acqua l'isola era proprio un'Isola: circondata dal mare e difficilmente raggiungibile. Oggi che il livello dell'acqua si è abbassato, Vozrozhdeniye è più grande e più vicina alla terraferma dalla quale è separata da un esile braccio di mare di tre chilometri. Una barriera troppo blanda per contenere una potenziale contaminazione.

I bacilli dell'antrace provocano una malattia nei ruminanti che si trasmette pure all'uomo. Le conseguenze sono edemi ed emorragie in tutto il corpo con foruncoli e pustole che possono assumere le dimensioni di un uovo e dalle quale fuoriesce pus sanguinolento. Il dolore è lancinante e la pelle si lacera. Se non si interviene in tempo - cosa impossibile durante un attacco bellico - la malattia risulta letale dopo una paurosa agonia. I più pessimisti affermano che l'isola è un ghiotto obiettivo per terroristi. Sarebbe infatti sufficiente scavare e disseppellire un paio di bidoni contenenti spore di antrace per avere tra le mani un'arma così distruttiva da risultare seconda soltanto alla bomba atomica. Ah, dimenticavamo. Vozrozhdeniye in russo significa "Rinascita".